Un anno particolare

Sicuramente il 2011 è stato un anno di ulteriore crescita in tutti i settori.

La migliorata viabilità delle strade di accesso all’ospedale, le piogge scarse e la presenza di alcuni medici specialisti venuti dall’Italia hanno contribuito sicuramente a far aumentare l’afflusso dei pazienti facendoci raggiungere cifre mai registrate prima.

Quest’anno il consumo dei farmaci è praticamente raddoppiato rispetto all’anno precedente e abbiamo dovuto assumere ulteriore personale.

Il Day Hospital è sempre pieno di gente, e così pure l’ospedale, con una presenza media giornaliera di 280/320 pazienti ricoverati.

Le strutture ospedaliere (laboratori, sale operatorie, raggi X, ecc.), che fino a due anni fa sembravano grandi e capienti, stanno diventando insufficienti. Si ha spesso l’impressione di essere in uno stato di emergenza.

Gli ammalati giungono da ogni parte alla ricerca di cure e di una assistenza il più possibile qualificata. Il problema, tuttavia, è da ricercarsi altrove: nella decadenza delle strutture medico sanitarie governative. Di conseguenza diventa un fatto normale trovare pazienti che giungono a Ikonda dopo viaggi di 200-600 km.

Il 60-70% dei nostri pazienti viene da province e regioni lontane da Ikonda. Stiamo facendo tutto il possibile ma non so fino a quando potremo sostenere questo ritmo.

Il Ministero della salute ha destinato alla sanità solo il 9,6% del bilancio annuale, col risultato che tante promesse fatte a favore del nostro ospedale non sono state mantenute. Le previsioni poi non lasciano sperare nulla di buono. Se gli ospedali delle province e delle regioni limitrofe non miglioreranno, la situazione è destinata a peggiorare, obbligando il nostro ospedale ad accogliere un numero sempre maggiore di pazienti. Ciò comporta anche la necessità di un numero sempre crescente di personale medico infermieristico.

La ricerca di medici tanzaniani qualificati e specializzati sul posto non ha dato sinora alcun frutto. Fortunatamente, tra luglio e agosto sono ritornate 11 infermiere e un tecnico di laboratorio che avevamo inviato nelle scuole.

Nonostante le molteplici difficoltà e l’aumento del lavoro siamo riusciti, pur con fatica, a portare avanti e a tener fede a tutti i programmi pianificati all’inizio di quest’anno.

Opere previste per il 2012 e oltre:

 

 Acquisto di un apparecchio Raggi X e di una sviluppatrice digitale per ovviare alla difficoltà di reperire lastre, reagenti etc…

 Costruzione di una dependance con 4-5 nuove camere per la casa delle suore Teresine, il cui numero è aumentato.

 Nuovo acquedotto di circa 4 Km, con tubi da 2 pollici, in potenziamento a quello esistente, poiché i consumi sono praticamente raddoppiati negli ultimi tre anni. Si calcola che ogni giorno vivono nel complesso dell’ospedale 1.500 persone (ricoverati, parenti, pazienti Day Hospital, personale infermieristico e di supporto e loro famiglie, asilo, ospiti, visitatori ecc.)

 Potenziamento del sistema di depurazione e smaltimento delle acque bianche e delle acque nere. Il sistema attuale fu costruito nel 2004, quando i pazienti erano all’incirca la metà di quelli attuali.

 Costruzione di una nuova sala operatoria per ortopedia, caldamente richiesta dai volontari ortopedici che vengono a operare presso il nostro ospedale.

 Cucina e casa padri: queste due costruzioni sono in programma da tanto tempo. La condizione di questi due stabili è veramente pessima poiché essi sono tra le costruzioni più vecchie dell’ospedale.

 Allacciamento alla linea elettrica nazionale dell’ospedale e di tutte le case dei dipendenti. Sarà una spesa non indifferente: cavi, contatori, commutatori ecc.

N.B. – Non abbiamo messo nessuna stima dei costi dei singoli progetti, ma possono essere forniti in qualunque momento).

Ma tutti questi lavori dipenderanno dalla disponibilità economica, dal tempo disponibile, dalla possibilità di avere un altro padre o fratello.

È sempre difficile fare una descrizione esaustiva del Consolata Hospital per la sua collocazione geografica, le difficoltà logistiche, intreccio di situazioni difficilmente descrivibile e comprensibili a persone che non abbiamo vissuto qui per lunghi periodi.