Primavere del Mondo: una grande impresa

Primavere del Mondo: una grande impresa

Articolo apparso sul periodico API Como News distribuito nel mese di luglio 2011 edito dall’Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Como (http://www.api.como.it).

Quando, ormai dieci anni fa, lessi su alcuni documenti per la mia tesi che l’articolo numero 1 della Fondazione Rockfeller era “Creare un mondo migliore”, mi colpì quanto il suo fondatore avesse voluto porre un obiettivo quasi utopico, tanto grande ed importante da apparire, ad un comune mortale come me, praticamente irraggiungibile. Io mi ero occupato di beneficenza anche in passato, diciamo che era sempre stato un po’ la mia grande passione, ma mi ero sempre dato obiettivi tutto sommato facilmente raggiungibili, abbastanza circoscritti, per non rischiare di apparire come quelle persone che a parole vorrebbero stravolgere il mondo e le sue dinamiche e poi finiscono a consumare la propria esistenza dietro un paio di occhiali, dietro lo schermo di un pc, dietro una scrivania, dentro un ufficio. Quell’amaro in bocca dato dalla sensazione di non osare di più, di non buttarsi in un progetto che, se ben sviluppato, potesse davvero fare la differenza per tante persone, mi rimase nel corso degli anni successivi, anche se stemperato dall’affanno delle vicende quotidiane. Un giorno, sull’altare della chiesa del Collegio Gallio di Como, a margine di una messa, il mio sguardo incrociò quello di un sacerdote molto alto, atletico, rossiccio, dall’accento marcatamente veneto e con un fare alla Don Camillo: Padre Lorenzo Marangon e dalla luce del suo sguardo è partita la nostra grande avventura. La prima volta che io, Angela, Max e Chiara siamo andati a Targoviste, per inaugurare il Progetto Primavera Rumena, ricordavamo probabilmente più Totò e Peppino a Milano che un gruppo di benefattori, non sapevamo esattamente cosa ci aspettasse, ma sentivamo dentro di noi una strana sensazione, una sorta di richiamo a compiere qualcosa di importante, quasi una “chiamata alle armi” nell’esercito del Bene.

Dove i Padri Somaschi, ordine religioso fondato 500 anni fa da San Girolamo Emiliani, Patrono Universale degli Orfani e degli abbandonati, hanno una Missione, il Progetto ha come obiettivo primario il suo supporto, mentre dove non vi sia ancora alcuna loro presenza, si va ad identificare una situazione bisognosa di intervento e si attivano gli aiuti. Ogni volta che decidiamo di occuparci di un nuovo paese, grazie al preziosissimo supporto di S.E. l’Ambasciatore Prof. Luigi Vittorio Ferraris, abbiamo la piena collaborazione e disponibilità del Corpo Diplomatico, il che ci facilita di molto l’identificazione degli strumenti corretti e più efficaci per intervenire nel paese stesso.

Tutto è appunto partito dalla Missione dei Padri Somaschi a Targoviste, antica capitale della Valacchia, a circa 75 km da Bucarest, la capitale. Quella fu la prima di una serie di visite, che nel giro di un anno furono quasi una decina. In esse imparammo a conoscere la mentalità rumena, i danni provocati dalla dittatura comunista, i ragazzini, ognuno con la propria storia famigliare e personale, i sacerdoti, apprezzandone le diverse caratteristiche di ognuno: “l’atletico e possente trascinatore Padre Lorenzo, detto Lollo”, “il diplomatico e preciso Padre Livio”, il “buono e gentile Padre Sergio” ed “il travolgente, vulcanico ed instancabile Padre Albano”.

Ogni viaggio è stato una lezione di vita, un insegnamento, un momento di grande amore, ma tre esperienze sono state più intense, anche perché più lunghe e variegate. La prima è avvenuta in occasione dell’eruzione di quel tanto famoso quanto impronunciabile vulcano islandese, che domenica 18 Aprile 2010, giorno in cui era previsto il nostro ritorno in Italia, ci ha “costretti” a prolungare di una settimana la nostra permanenza, dandoci la possibilità di vedere più da vicino la vita di tutti i giorni e di immergerci nella quotidianità arrivando a sistemare orti, coltivare patate, cipolle ed altre verdure. La seconda intensa esperienza l’abbiamo vissuta la scorsa Estate quando, con la macchina di Federico, altro volontario del Progetto, abbiamo fatto un vero e proprio giro delle Missioni somasche in Romania, da Baia Mare, nel Nord, a Targoviste, nel Sud, percorrendo in due settimane ben 5.300 km. L’ultima occasione avvenuta il 14 Dicembre scorso, quando, grazie alla preziosa collaborazione dell’Ambasciatore italiano a Bucarest S.E. Dott. Mario Cospito e a quella dei suoi validissimi collaboratori, abbiamo avuto modo di organizzare una serata benefica di gala, con splendide musiche eseguite dai giovani straordinari interpreti “comaschi” Davide Alogna e Dario Cusano, deliziati dalle creazioni culinarie del grande Chef comasco Angelo Novati, per brindare infine con i superbi vini del nostro Partner “Le Valli d’Oltrepò”, fatti arrivare appositamente dall’Italia.

Presto infatti questa passione per il progetto ha coinvolto tanti amici, tra privati ed aziende, originando Partnership molto importanti con primarie realtà internazionali, come TNT Global Express, Galassini Group, Sicuritalia Group, Determash, Ballabio Italia, Grafiche Antiga, Ambrosoli, Banca Italo Romena, Formplast Group, Cama, DELES Group, Lubiam, Santa Claus, Fumagalli Salumi e Apalink Thailand.

Queste collaborazioni ci hanno consentito di organizzare il Progetto, nel frattempo esteso ad altre zone, Italia, Ucraina ed Africa, con un’organizzazione quasi “aziendale”, in cui ognuna delle realtà citate svolge un ruolo preziosissimo per la realizzazione dei nostri obiettivi, fornendoci scatole, imballaggi, pallet, servizi e prodotti accessori, ognuno parte integrante di una sorta di “catena di montaggio” del Bene.

Tutto ciò è stato reso possibile anche e soprattutto ad un amico, Marco C., figlio di imprenditori, che ci ha messo a disposizione l’ex fabbrichetta di famiglia ad Arosio come centro logistico, dove squadre di volontari smistano la merce che arriva da privati ed aziende, la sistemano, la catalogano, la inscatolano, la mettono sui pallet e la spediscono alle Missioni.

Credo fermamente che oggi anche un grande Progetto di Beneficenza abbia bisogno di un’organizzazione di stampo “aziendale”, in cui ognuno abbia un ruolo ben definito, sia spronato a far bene, verso un obiettivo comune ben preciso, con la grande forza propulsiva che nasce da ogni grande impresa, che sia tesa al profitto piuttosto che umanitaria. Come un’attività imprenditoriale, il Progetto necessita di sempre maggior visibilità, per poter aumentare sempre più la produzione di quel Bene che è l’obiettivo ultimo. Anche per questa ragione abbiamo deciso di dare a questa iniziativa una veste giuridica con la costituzione di “Primavere del Mondo ONLUS”, che facilita peraltro tutti coloro che vogliono e vorranno condividere con noi questa grande avventura.

Abbiamo già peraltro tutti davvero assistito ad un vero e proprio contagio della passione a questo Progetto da parte di tanti amici, che sono diventati ognuno parte essenziale per il suo compimento.

Ciononostante, abbiamo ancora bisogno di tanti nuovi “ambasciatori del Bene”, che si uniscano a noi per consentire a questo grande Progetto di ampliarsi sempre più ed operare davvero su scala globale. In questo senso, tutto può essere utile: merce nuova o usata in condizioni discrete, di tutti i generi, nuovi volontari un nuovo spazio coperto dove questi ultimi possano smistare, inscatolare e spedire, servizi di vario genere a titolo gratuito, e, ovviamente, supporto economico.

È una grande impresa, in cui può entrare a far parte ogni persona armata di buona volontà, facendola propria, una grande sfida di tutti quanti, con se stessi, per il futuro nostro e di chi verrà dopo di noi.

L’articolo apparso su API COMO News

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