PRIMAVERA AFRICANA

Primavera Africana

La nostra Primavera Africana a sostegno del Consolata Hospital di Ikonda, in Tanzania.

I missionari della Consolata iniziarono nel 1963 la costruzione dell’attuale Consolata Hospital di Ikonda  che si trova in una zona molto remota tra le montagne dell’Ukinga che fanno parte della catena delle Montagne di Livingstone. L’ospedale è situato a 2.034 m. sul livello del mare.
La richiesta della costruzione di questo ospedale venne direttamente dal capo locale signor Kiluswa (con una pressante lettera del 1961) e dal Governo del Tanzania che si era reso conto dell’altissima mortalità infantile e delle mamme in stato di gravidanza. L’ospedale nacque quindi principalmente come maternità e pediatria. Nel corso degli anni si sviluppò con l’aggiunta di vari reparti: medicina uomini, medicina donne, chirurgia, reparto infettivi e nel 2004 vene aperta la clinica HIV/AIDS.
L’ospedale ha inoltre una dependance chiamata NURU  (luce) di 45-55 posti letto in cui alloggiano le  mamma che vengono al Consolata Hospital alcuni giorni, o settimane,  prima del parto. Vista la difficoltà delle strade, distanze, povertà di tante mamme, l’ospedale offre alle mamme che devono partorire la possibilità di essere alloggiate e seguite nei giorni o nelle settimane immediatamente precedenti il parto. Inoltre si sta facendo un grande sforzo con l’ausilio delle cliniche mobili per convincere le mamme (soprattutto le primipare e le mamme sieropositive, o affette da particolari problemi) affinché vengano a partorire all’ospedale.  Questa struttura permetterebbe di ospitarle in maniera dignitosa.
Il numero delle mamme che partoriscono nei villaggi e’ purtroppo ancora molto elevato e molto elevato è la mortalità per parto.
Purtroppo il distretto di Makete risulta uno dei più colpiti dalla pandemia HIV/AIDS. La Clinica HIV/AIDS conta attualmente oltre 4.000 registrati sieropositivi di cui circa 1.600 sotto terapia antiretrovirale. Il dato statistico certo dice che il 22-23% delle donne in gravidanza è sieropositivo.

L’ospedale serve un bacino di utenza di 350.000 abitanti, ma sono tantissimi gli ammalati che vengono da molto lontano, anche da 300/800 km. attirati dal buon servizio che l’ospedale fornisce.
Ogni anno nascono in media 1.300 / 1.500 bambini.
Le cure per i bambini sono completamente gratuite fino ai 9 anni.
Due cliniche mobili con un team di 6 infermiere ostetriche e di un autista assicurano la visita mensile di 32 villaggi e 12 dispensari in zone molto remote per le vaccinazioni, maternità sicura, prevenzione della trasmissione HIV/AIDS tra madre e bambino (PMTCT), educazione sanitaria, lotta alla malnutrizione e denutrizione.
Il Programma di Assistenza Alimentare (Food Program Assistance) provvede a nuclei famigliari e ai bambini bisognosi: latte, riso, fagioli, farina di mais, olio, zucchero, sapone e indumenti. Per i bambini denutriti c’è poi un programma specifico.
I risultati del programma sperimentale condotto per due anni in 6 villaggi con la Clinica Mobile 1 ha dato risultati sorprendenti soprattutto in rapporto alla malnutrizione, alla maternità sicura e alla prevenzione dell’HIV/AIDS tra madre e bambino e ora l’Unicef lo vorrebbe sperimentare in altre regioni.

Altre informazioni
La Tanzania viene ancora classificata come uno dei Paesi più poveri del mondo.
La zona dell’Ukinga (il distretto di Makete) è molto povera: montagne ripide, strade sterrate che diventano pericolose durante la stagione delle piogge.
Il 95% della popolazione vive di agricoltura di pura sussistenza, granoturco, segala, patate.
Nella zona si tagliano alberi, ma l’introito è basso, dovuto alla difficoltà del trasporto.
Da decenni gli uomini emigrano per lavoro stagionale nelle piantagioni di tea, riso, agave. Il fenomeno ha contribuito all’indebolimento della famiglia e al dramma dell’HIV/AIDS.
Culturalmente la zona è molto chiusa, essendo una specie di “enclave” tra le montagne.
Diffusa ignoranza, poca igiene e clima che induce alla tubercolosi e tendenza al fatalismo e al ricorso alla medicina locale/(medici stregoni).
Nel distretto di Makete sono stati censiti oltre 14.000 orfani che vivono da soli oppure con i nonni materni o paterni oppure con dei parenti.
Lo stipendio medio è di circa 80.000 scellini tanzaniani, (40 Euro) al mese, ma moltissimi non percepiscono neppure questa somma.

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